Sale e pressione alta: verità, miti da sfatare, guida completa

Chi soffre di ipertensione sa bene che la prima raccomandazione che riceve dal medico curante è quella di eliminare o, perlomeno, ridurre l’uso del sale nella propria dieta alimentare.
Il cloruro di sodio, così la denominazione scientifica del sale da tavola, è contenuto, tra l’altro, nei moltissimi prodotti alimentari confezionati, in scatola e in sottovuoto, presenti negli scaffali e nei banco frigo dei supermercati.

Il sale e la pressione alta

I numerosi studi scientifici effettuati fino ad oggi hanno sempre cercato di mettere in relazione il consumo di cloruro di sodio con l’aumento della pressione arteriosa, evidenziandone il rischio di ipertensione e di insufficienza renale.
Negli ultimi tempi, però, le numerose ricerche scientifiche effettuate, a vario titolo, su questo aspetto, tendono ad evidenziare risultati da cui emergerebbe che l‘assunzione di sale (cloruro di sodio) in realtà non provoca un aumento della pressione sistolica (pressione arteriosa alta).

Parte del mondo scientifico si trova d’accordo nel sostenere che il rapporto tra sale e pressione sanguigna, considerato interdipendente e vincolante soprattutto nel corso degli ultimi 50 anni, è, in realtà più complesso di quanto lo si è ritenuto fino ad oggi.

Infatti, sebbene non si sia rilevata una associazione statisticamente significativa tra pressione arteriosa e consumo di cloruro di sodio nella dieta alimentare, obiettivamente dal campione di soggetti analizzati è emerso che i pazienti che avevano consumato un quantitativo più elevato di sale erano ipertesi a differenza di coloro che non lo avevano assunto se non in minime dosi.

In conclusione risulterebbe che l’uso del sale nella dieta alimentare prvoca effetti diversi sui singoli soggetti in funzione dei diversi stili di vita.
I ricercatori, infatti, evidenziano che tra i fattori che sembrano determinare l’aumento dei livelli della pressione arteriosa ci sia il consumo di alcol, l’età anagrafica e l’indice della massa corporea.

Altri ricercatori, invece, continuano a sostenere fermamente che il sale abbia un effetto diretto sulla pressione sanguigna, indipendentemente dalla possibile influenza di altri fattori concorrenziali.

In ogni caso è opportuno non aggiungere quantità eccessive di sale da cucina al cibo dal momento che già è presente nella sua composizione e, un eventuale eccesso di sodio, provocherebbe l’incremento del flusso del sangue con un conseguente aumento della pressione sanguigna. Quindi i pazienti ipertesi dovrebbero seguire un regime alimentare a basso contenuto di sodio.
Le raccomandazioni internazionali per una corretta alimentazione promuovono un consumo di sale da cucina fino a un massimo di 6 grammi.

Come sostituire il sale in cucina

Quando l’assunzione di sale deve essere limitata, l’uso dei condimenti del cibo assume una particolare importanza in quanto ne evidenziano il sapore.

L’aglio
E’ un ottimo sostituto del sale, ricco di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti che aiutano a prevenire moltissime malattie.
A differenza del sale è un ingrediente dalle proprietà antinfiammatorie e diuretiche i cui effetti riducono la ritenzione idrica e i problemi cardiovascolari.
E’ ideale per esaltare il gusto di:

  • carni rosse
  • pesce e frutti di mare
  • stufati e zuppe

La cipolla
Le sue proprietà, simili a quelle dell’aglio associate all’allicina, la rendono un ottimo sostituto del sale perfetta per aromatizzare:

  • carne e pesce
  • zuppe e stufati
  • riso
  • verdure e insalate

Il pepe nero
E’ una eccellente spezia dalle indiscusse proprietà antinfiammatorie e antiossidanti che proteggono i tessuti e la pelle dai radicali liberi. Tra le sue proprietà anche quella di proteggere dall’ipertensione e migliorare le funzioni renali per stimolare l’eliminazione dei liquidi.
Il suo gusto sostituisce perfettamente il sale con praticamente qualsiasi alimento e, in particolare:

  • carne e pesce
  • stufati,salse e condimenti
  • ricette con verdure
  • pasta

L’origano
Apprezzato in cucina per il suo sapore delizioso che può sostituire il sale in più preparazioni, è un erba aromatica il cui consumo regolare favorisce l’attività del sistema immunitario e grazie alle vitamine, i minerali e gli oli essenziali di cui è composto, gode di proprietà antisettiche, antimicotiche e antinfiammatorie.
Da utilizzare come sostituto del sale con:

  • carni bianche e rosse
  • pesce e frutti di mare
  • pizze e ricette a base di formaggio
  • insalate
  • riso
  • pasta

Il cumino
E’ una spezia che può dare un sapore interessante al cibo tale da non fare sentire la nostalgia del sale.
Il suo consumo, tra l’altro, riduce il rischio di problemi cardiovascolari.
Da utilizzare su:

  • carne e pesce
  • zuppe e stufati
  • riso

La curcuma
E’ conosciuta oltre che per il suo sapore anche per la capacità di regalare il colore arancione ai piatti in cui viene utilizzata.
Le sue proprietà antinfiammatorie, digestive e antibatteriche aiutano a proteggere le cellule dai vari agenti patogeni.
Usarla come sostituto del sale con:

  • zuppe e stufati
  • riso
  • insalate e verdure
  • salse e condimenti

Altre spezie e erbe aromatiche per sostituire il sale sono:

  • zafferano (riso, pasta e piatti esotici)
  • cannella (creme e dolci)
  • curry (salse per pesce e carne)
  • zenzero (insalate e salse)
  • noce moscata (carne, salse e verdure)
  • basilico (salse e insalate)
  • semi di anice (infusi e zuppe)
  • coriandolo (pollame e carni bianche)
  • aneto (marinate e salse)
  • dragoncello (insalata, salse e pesce)
  • finocchio (pesce, carne e verdure)
  • alloro (salse, carni e brodo)
  • menta (salse, insalata e agnello)
  • maggiorana (insalate, formaggio, pasta, salse e carni)
  • prezzemolo (verdure, insalate, salse, zuppe, carni, pesce)
  • rosmarino (pesce, pollame, carni rosse)
  • salvia (agnello e maiale)
  • timo (pesce)

E’ dal 1996 che mi occupo di scrittura per il web.
Da allora scrivo e condivido con i lettori contenuti coinvolgenti ed esaustivi per fornire risposte accurate alle loro domande.
Sicuramente l’aspetto più difficile è riuscire a trovare la “parola giusta” quella necessaria per regalare valore aggiunto a un testo. E questo è il mio lavoro.

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