Obesità e pressione: tutto quel che bisogna sapere

Definite le epidemie silenziose del nuovo millennio, l’obesità e l’ipertensione rendono sempre più evidente il loro sempre più stretto legame.
E’ dimostrato, infatti, che nelle persone definite obese la pressione alta è frequente in una percentuale tre volte maggiore a quella che interessa i soggetti con peso normale.
Da qui si deduce che, oltre la metà delle persone obese, soffre di ipertensione, in quanto i valori della pressione arteriosa si elevano proporzionalmente all’eccesso di peso.
Ovviamente, una graduale perdita di peso, provoca contemporaneamente un abbassamento della pressione riportando i valori alla loro condizione normale.

Nei soggetti compresi nella fascia di età al di sotto dei 40 anni questa relazione e interdipendenza tra peso corporeo e pressione alta è resa ancora più evidente, in particolare nelle donne.
Il problema è che l’obesità comincia ad interessare non solo gli adulti ma i bambini e gli adolescenti, tra i quali cresce in maniera esponenziale la percentuale degli obesi o in sovrappeso.
Una situazione che inevitabilmente rischia di provocare una aspettativa di vita inferiore rispetto alla attuale nelle prossime generazioni e nelle più giovani, tra quelle in essere.
I cambiamenti di abitudini alimentari e dei consumi che si sono verificati negli ultimi anni assieme alla tendenza di condurre stili di vita sedentari dettati dalle innumerevoli ore trascorse davanti al computer e alla televisione stanno provocando un impatto negativo sulle condizioni di salute delle popolazioni dei Paesi industrializzati, con il dato allarmante relativo ai giovani e bambini.

I rischi dell’obesità nei bambini e negli adolescenti

Se un bambino è in sovrappeso o, addirittura, soffre di obesità è soggetto a un elevato rischio di contrarre, da adulto, patologie di diversa natura e gravità.
Malattie che fino a poco tempo fa, insorgevano solo nella popolazione adulta di età avanzata, oggi colpiscono anche i bambini e gli adolescenti, in particolare, quelli sovrappeso e obesi.

Per evitare queste situazioni è indispensabile che le giovani generazioni imparino ad avere una migliore qualità della loro vita, imparando a prevenire, oltre che a conoscere, le possibili complicazioni a cui vanno incontro i soggetti obesi, ovvero:

  • ipertensione
  • attacchi di cuore
  • incidenti cerebro-vascolari (ictus e infarto)
  • trombosi agli arti inferiori o al sistema respiratorio
  • ansia e stress

Cosa è l’obesità?

L’obesità è una malattia cronica il cui incremento nella popolazione mondiale la rende un problema di salute pubblica.
La condizione di obesità è determinata da una formula matematica, l’indice di massa corporea, IMC,  che si ottiene dal quoziente del peso corporeo espresso in chilogrammi per la statura in metri elevata al quadrato.
Un valore dell’IMC superiore a 30, indica una evidente situazione di obesità.
Un’altra formula utilizzata per determinare lo stato di obesità è il WHR, ovvero il rapporto tra la circonferenza della vita e quella dei fianchi.
Questo indice consente di valutare come avviene, nella massa corporea, la distribuzione del tessuto adiposo, la cui modalità è strettamente collegata alla possibilità di contrarre malattie cardiocircolatorie; quando il valore è maggiore di 1 negli uomini e di 0,88 nelle donne, il rischio cardiovascolare diventa elevato.
Studi scientifici dimostrano che il 70% dei casi di ipertensione negli uomini e il 61% nelle donne trovano la causa proprio nell’eccesso di adiposità che comporta un aumento della pressione sistolica di 4,5 mm. Hg. ogni 5 kg. di aumento del peso.

L’obesità contribuisce all’aumento della pressione sanguigna attraverso i seguenti meccanismi fisiopatologi:

  • resistenza all’insulina
  • iperinsulinemia
  • aumento dell’attività adrenergica
  • aumento della concentrazioni di aldosterone (ormone che interviene nela ritenzione di sodio)
  • aumento della gittata cardiaca
  • alterazione nel metabolismo della leptina

Tutti questi meccanismi incrementano la probabilità della comparsa di importanti patologie tra cui malattie cardiovascolari e del fegato, insufficienza renale, diabete, dislipidemia, ecc.

I farmaci per l’ipertensione causata dall’obesità

I farmaci utilizzati per trattare l’ipertensione collegata alla obesità sono, prevalentemente, gli ACE inibitori o i sartani a causa del loro effetto benefico sulla resistenza all’insulina e sulla attività del sistema nervoso simpatico.
Altri farmaci somministrati ai pazienti obesi e prevalentemente utilizzati in combinazione tra loro sono i diuretici, i beta-bloccanti, gli alfa-bloccanti e i calcio-antagonisti:

  • I diuretici vengono pescritti per la loro capacità di controllo sull’edema;
  • I beta-bloccanti riducono la frequenza cardiaca e il dispendio del miocardio;
  • Gli alfa-bloccanti sono utilizzati nei pazienti uomini che hanno problemi di prostata;
  • Gli antagonisti del calcio sono prevalentemente somministrati ai pazienti obesi di età avanzata.

Sintomi di ipertensione nell’obesità

Sebbene l’ipertensione abbia la caratteristica di essere asintomatica e, quindi, di risultare difficile da riconoscere in quanto chi ne è colpito non viene avvisato da alcun sintomo, nel caso della pressione alta collegata all’obesità, è importante prestare attenzione ad alcuni segnali inviati in modo univoco dal corpo umano.
I possibili sintomi di pressione alta nei pazienti obesi possono essere:

  • vertigini
  • colpi di calore
  • mal di testa
  • sudorazione fredda
  • dolore al collo

Sono sintomi che per la loro generalità possono tranquillamente essere confusi con altre patologie, oppure collegati ad uno stato di eccessivo stress a causa di uno stile di vita dal ritmo frenetico.

Quali i rimedi per contrastare obesità e pressione alta?

Dedicare la massima attenzione alla prevenzione è molto importante per ridurre le probabilità di soffrire di ipertensione collegate ad uno stato di obesità. Poche ma essenziali regole che dovrebbero prevedere:

  • Un peso forma
  • Uma dieta equilibrata e sana
  • Una attività fisica quotidiana
  • Un riposo adeguato
  • Regolari visite mediche

Prima di tutto è indispensabile correggere gli errori alimentari, cominciando a seguire, quotidianamente e senza interruzioni, la dieta mediterranea, equilibrata, ricca di fibre e povera di grassi che aiuta a prevenire le conseguenze del sovrappeso e dell’ipertensione.
Altro aspetto fondamentale è abbandonare gli stili di vita sedentari e cominciare a praticare l’esercizio fisico per prevenire le malattie collegate alla circolazione del sangue (e non solo) e godere così di una migliore qualità di vita.
E’ quindi indispensabile, cominciare a praticare un’attività fisica, in particolare le persone di età avanzata che devono essere aiutate ad avvicinarsi gradualmente ad un sport leggero compatibile con la loro condizione fisica.

Naturalmente, oltre ad una dieta sana ed equilibrata e all’esercizio fisico, ci sono altri fattori che devono essere tenuti in considerazione nella lotta contro l’ipertensione e l’obesità quali, ad esempio, il fumo la cui pericolosità è ormai accertato che provochi danni, spesso purtroppo irrimediabili, all’apparato cardiocircolatorio.

Rimedi naturali per obesità e ipertensione

La natura può offrire alcuni rimedi naturali che contribuiscono a ridurre le possibili complicanze di patologie come la pressione alta causata da uno stato di obesità.
Studi scientifici effettuati dalla Università dell’Oklahoma hanno dimostrato che i mirtilli sono frutti cardioprotettivi soprattutto se consumati da persone obese.
Il consumo di mirtilli, infatti, risulta che riduce alcuni fattori di rischio che possono essere provocati da una condizione di eccessivo peso fisico.
Il test scientifico, condotto su soggetti obesi e con sindrome metabolica, ha dimostrato che il consumo quotidiano per 8 settimane di una bevanda di mirtilli composta da 50 g di mirtilli liofilizzati, 350 gr di mirtilli freschi, ha provocato:

  • una riduzione della pressione sistolica del 6% e del 4% per quella diastolica
  • una riduzione del livello di colesterolo LDL
  • nessuna variazione sui valori della glicemia e dei lipidi nel sangue

Il consumo di mirtilli, quindi, contribuisce a ridurre alcuni fattori di rischio nei pazienti obesi come l’ipertensione e il colesterolo ma anche la sindrome metabolica.

L’assunzione quotidiana di questo frutto, quindi, potrebbe contribuire ad aiutare a prevenire malattie come l’arteriosclerosi e favorire, quindi, una migliore condizione e qualità di vita.

E’ dal 1996 che mi occupo di scrittura per il web.
Da allora scrivo e condivido con i lettori contenuti coinvolgenti ed esaustivi per fornire risposte accurate alle loro domande.
Sicuramente l’aspetto più difficile è riuscire a trovare la “parola giusta” quella necessaria per regalare valore aggiunto a un testo. E questo è il mio lavoro.

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