Linee guida europee in materia di pressione: quali sono e come tenerla sotto controllo

Le linee guida europee per il trattamento della ipertensione sono sviluppate dalla Società europea di Cardiologia (ESC) e dalla Europeans Society oh Hypertension (ESH)

Scopo di queste linee guida, che vengono periodicamente revisionate e integrate, è fornire ai medici e agli operatori sanitari europei utili raccomandazioni in merito ai presupposti e alle condizioni necessarie per accertare in un paziente uno stato di ipertensione arteriosa da curare e trattare attraverso un corretto stile di vita e una opportuna terapia farmacologica.

Le linee guida europee in materia di pressione sanguigna, quindi, contribuiscono a informare i sanitari su una serie di elementi da verificare sul paziente in modo da permettere loro di diagnosticare uno stato di ipertensione arteriosa, circoscrivendone la tipologia e il tipo di trattamento sanitario da seguire per contrastare la pressione alta e ridurre i conseguenti rischi cardiovascolari.

Il rischio cardiovascolare

La stratificazione del rischio cardiovascolare è il presupposto affinché il medico possa valutare le effettive condizioni di salute e lo stato generale di un paziente con pressione arteriosa alta.
In relazione al rischio di possibile mortalità in un periodo di tempo di 10 anni, le linee guida europee stabiliscono una classificazione basata su 4 livelli : basso, moderato, alto e molto rischioso.
Il giudizio espresso dal medico in merito al rischio cardiovascolare è determinato da una serie di fattori quali:

  • età
  • sesso
  • fumo
  • dislipidemia
  • intolleranza al glucosio
  • obesità
  • storia famigliare di patologie cardiovascolari
  • presenza di diabete
  • malattie cardiovascolari sintomatiche
  • malattie renali croniche
  • danno asintomatico di organi (ipertrofia ventricolare sinistra, evidente dannovascolare e microalbuminuria).

Per determinare e valutare il rischio cardiovascolare di un paziente, le linee guida suggeriscono al medico una serie di procedure, quali:

  • misurazione della pressione arteriosa
  • anamnesi comprensiva della storia famigliare
  • esame fisico
  • esami di laboratorio
  • test diagnostici

La valutazione diagnostica iniziale di un paziente, secondo le linee guida europee dovrebbe:

  • confermare la diagnosi di ipertensione
  • rilevare le cause della ipertensione secondaria
  • valutare il rischio cardiovascolare

La misurazione della pressione

In merito alla procedura di misurazione della pressione arteriosa del paziente, le linee guida europee prevedono l’utilizzo, esclusivamente, di dispositivi per la diagnosi e la gestione dell’ipertensione dotati della necessaria certificazione che ne garantisca l’affidabilità e l’accuratezza.

I valori della pressione arteriosa che, a livello ufficiale, le linee guida europee indicano come evidente espressione di uno stato di ipertensione, sono:

pressione sistolica = 140 mm. Hg.
e / o
pressione diastolica = 90 mmHg.

Prima di diagnosticare l’ipertensione arteriosa, è opportuno, però, che il medico, durante la prima visita, effettui almeno due misurazioni della pressione sanguigna a distanza di pochi minuti l’una dall’altra, ripetendo la medesima procedura in una successiva visita da effettuare pochi giorni dopo dalla prima.

Le linee guida tengono conto anche della ipertensione da camice bianco, sindrome che si verifica in alcuni pazienti ai quali si registrano valori alti della pressione arteriosa quando questa viene misurata nell’ambulatorio del medico o, in generale, in strutture sanitarie a differenza di quelli rilevati in ambienti tranquilli, come la propria casa, dove risultano essere nella norma.
Sono presi in considerazione anche i casi di ipertensione mascherata, che si verificano in soggetti ai quali la lettura della pressione arteriosa in ambulatorio medico fornisce valori normali rispetto a quelli alti che invece si registrano quando invece sono misurati in luoghi estranei all’ambiente sanitario.

In presenza, quindi. di situazioni anomale determinate dalla ipertensione da camice bianco e dalla ipertensione mascherata, le linee guida suggeriscono di effettuare monitoraggi della pressione a livello domiciliare con appositi apparecchi che consentano la rilevazione della pressione arteriosa, ininterrottamente, per 24 ore.
Effettuare la misurazione della pressione al domicilio del paziente è un importante completamento per la diagnosi di ipertensione. proprio perché la rilevazione che avviene nell’ambulatorio del medico può fornire dati non corretti in quanto mascherati dalla tensione nervosa del paziente.
I valori che determinano una diagnosi di ipertensione, misurati con il monitoraggio della pressione sanguigna, eseguito sia in ambulatorio medico che a domicilio del paziente sono:

  • 130/80 mm. Hg. – valori minimi rilevati nell’arco delle 24 ore
  • 135/85 mm. Hg. – valori rilevati sia con la misurazione della pressione sanguigna eseguita in ambulatorio che con quella domiciliere
  • 120/70 mm. Hg. – valori della pressione arteriosa rilevati nelle ore notturne con la misurazione domiciliare.

La misurazione della pressione sanguigna domiciliare è sempre necessaria in presenza di ipertensione resistente al trattamento.

Esami di laboratorio e diagnostica

In merito agli esami di laboratorio, le linee guida europee per la pressione indicano, di routine e per tutti i pazienti ipertesi, le analisi del sangue e delle urine necessarie per verificare i valori del: colesterolo totale, LDL e HDL, dei trigliceridi e del glucosio.
Sono opportuni anche esami di laboratorio che prevedano la misurazione della creatinina sierica e della velocità di filtrazione glomerulare, oltre che delle proteine presenti nelle urine e della microalbuminuria.

A livello di diagnostica, il test essenziale da eseguire su tutti i pazienti per individuare eventuali danni asintomatici agli organi e la presenza di patologie sintomatiche è l’elettrocardiogramma da integrare, eventualmente, con test diagnostici aggiuntivi quali ecocardiografia, test da sforzo, monitoraggio Holter, da valutare in base alla storia clinica del paziente e ai risultati del ECG.

Prevenzione e trattamento dell’ ipertensione

Particolare attenzione, le linee di guida europee in materia di pressione, le rivolgono alla prevenzione e al trattamento dell’ipertensione evidenziando l’assoluta necessità di un cambio di stile di vita da parte delle intere popolazioni di tutti gli Stati membri della Unione Europea.
Il decalogo redatto dai ricercatori europei prevede:

  • Limitazione del consumo di sale a 5-6 gr. al giorno
  • Moderazione del consumo di alcol (inferiori a) <2 0-30 g. di etanolo al giorno per gli uomini e (inferiori a) <10-20 g nelle donne
  • Incremento nella dieta alimentare del consumo di verdure, frutta e latticini a basso contenuto di grassi.
  • Riduzione di eventuale sovrappeso
  • Praticare regolare attività fisica, con esercizi aerobici moderati, almeno 30 minuti al giorno per 5 giorni su 7
  • Smettere di fumare
  • I farmaci antipertensivi

Il trattamento con i farmaci antipertensivi è raccomandato nei pazienti con alto o elevato rischio cardiovascolare.
Nel caso in cui, per diverse settimane o mesi, la pressione arteriosa nei pazienti ritenuti a basso rischio rimane al di sopra del valore di (superiori a) > 140/90 mmHg è opportuno, anche in questo caso, procedere con la terapia farmacologica.
Nei pazienti anziani, se ben tollerato, è raccomandato il trattamento con i farmaci quando la pressione sistolica è = a 160 mm. Hg. o = a 140 mm. Hg. se di età inferiore a 80 anni.
Dal 2018 le linee guida europee per la pressione arteriosa prevedono che l’obiettivo dei cardiologi sia quello di ridurre il valore della pressione sistolica arteriosa dei pazienti anziani a valori (inferiori a) <140-130 mm. Hg.
Si consiglia sempre un valore di pressione diastolica (inferiore a) < 90 mm Hg, tranne che nei pazienti con diabete, nei quali sono raccomandati livelli (inferiori a) < 85 mmHg.
E’ attribuita una priorità all’età biologica piuttosto che a quella cronologica, riconoscendo l’importanza della tollerabilità del trattamento da parte del paziente.

Le diverse tipologie di farmaci antipertensivi sono:

  • diuretici,
  • beta-bloccanti,
  • calcio antagonisti,
  • ACE-inibitori
  • bloccanti del recettore dell’angiotensina

Questi farmaci sono tutti adatti per essere assunti sia in monoterapia che in terapia combinata. Alcuni di questi dovrebbero essere considerati preferenziali rispetto ad altri a fronte della possibile presenza di patologie quali la coronaropatia, l’insufficienza cardiaca, il diabete o la disfunzione renale.
I diuretici e gli antagonisti del calcio sono farmaci da privilegiare nel caso di ipertensione sistolica isolata.
Il trattamento farmacologico è raccomandato nell’ipertensione grave in gravidanza con valori della pressione arteriosa superiori a 160/110 mm. Hg. mentre si lascia alla discrezione del medico, se eseguirla o meno, in presenza di valori persistenti pari a 150/95 mm. Hg.

Dopo l’inizio della terapia farmacologica antipertensiva, il paziente deve essere visitato dal medico a intervalli di 2-4 settimane per valutare le variazioni dei livelli della pressione arteriosa e la presenza di possibili effetti collaterali. Una volta raggiunti i livelli normali della pressione arteriosa, è possibile programmare una visita di controllo del paziente a distanza d qualche mese.

Per i pazienti ipertesi cronici, il monitoraggio della pressione arteriosa può essere eseguita al proprio domicilio, autonomamente, utilizzando un misuratore per la pressione elettronico e comunicandone la lettura al medico curante.

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